venerdì 6 aprile 2018

I cancelli del cielo. Commento

E così ierisera hai visto il tanto discusso I cancelli del cielo di Michael Cimino. Il suo film capolavoro BARRA maledetto. Un film che da solo ha distrutto la Nuova Hollywood (quella in cui i registi avevano piena libertà creativa), la carriera di Cimino (fino a quel momento promettente e visionario regista, autore appena due anni prima del pluripremiato Il cacciatore con Robert De Niro), mandò in bancarotta l'allora major United Artists (che in realtà non navigava già in ottime acque e venne acquisita dalla grrrrr Metro-Goldwyn-Mayer, che di fatto ne chiuse gli studios), e bloccò per parecchi anni la produzione di nuovi western.
Il colpo per Hollywood fu tale che da allora, per Legge, i registi furono privati della libertà creativa fino ad allora concessa, ai produttori venne riconosciuto il diritto di imporre la propria volontà in merito a taglio, censura, minutaggio e toni dei film, residuando ai cineasti il solo diritto alla Director's cut - comunque successiva all'uscita in sala e perlopiù riservata al mercato dell'home-video.
Scritto e diretto da Cimino, I cancelli del cielo è un western epico che racconta di una disputa tra i proprietari terrieri e gli immigrati europei nel Wyoming nel 1890. Durante la produzione - a causa dell'ambiziosa visione di Cimino - il budget lievitò di sei volte, arrivando a 44 milioni di dollari (parecchi per l'epoca), ma in sala, nel novembre 1980, ne incasso appena 3 milioni. A causa di un pessimo taglio - il rough cut durava oltre 5h ma la theatricul cut arrivava appena 149 min. (2h e mezza) - la pellicola venne stroncata anche dalla critica, che lo definì "un inqualificabile disastro" e che già aveva fatto cattiva pubblicità al film ancora prima che uscisse marciando sullo stile registico prepotente di Cimino: quel megalomane lunatico pare avesse soggiogato tecnici e attori al limite dello schiavismo, faceva fino a SESSANTA ciak per ogni scena, con un numero di comparse semplicemente folle e crudeltà verso i cavalli. Addirittura Cimino ricevette il Razzie award come peggior regista del 1980.

Ma come spesso accade, il tempo, le repliche televisive, i passaparola degli appassionati e il conseguente successo di cassetta, hanno cambiato la percezione del film, salvandolo da un ingiusto oblio. Oggi I cancelli del cielo è considerato tra i dieci capolavori del genere western, un classico intramontabile, "una delle più grandi ingiustizie della storia del cinema", un "perdente di lusso". Perché I cancelli del cielo è un film che, nelle intenzioni di Cimino, doveva contenere semplicemente tutto. Il cielo e il deserto, la memoria e l'oblio, la frontiera e la civilizzazione, la rivoluzione e la restaurazione, Harvard e il west, il capitalista e l'immigrato, il ballo e la guerra, la violenza e l'amore, la lealtà e l'infamia, Via col vento e I sette Samurai, la recitazione regale e la rudezza recitativa, la fotografia-dipinto e la magniloquenza e il dettaglio dei set artigianali...


La Director's cut, in inglese con sottotitoli, restaurata e presentata al Festival del cinema di Venezia del 2012 - dov'è stata accolta tra mille plausi, ha una durata di 216 min. Invero, il rinato interesse attorno al film, ha portato alla realizzazione di altri tagli, più o meno ufficiosi, tra i quali addirittura una sorta di estesa di 219 min. restaurata e messa in circolo a cura di un archivista della MGM, che pare contenga altresì cambiamenti significativi nel montaggio. Effettivamente pare che anche la v. da 330 min. sia stata trasmessa e poi frettolosamente sparita dalla programmazione televisiva.
Mentre un'associazione di allevatori ingaggia un esercito privato per scacciare, di fatto massacrandoli, gli immigrati europei visti come ostacolo al passaggio del bestiame, si consuma l'amore per Ella, splendida tenutaria di un bordello, da parte di due uomini attivi sui fronti opposti, il maresciallo in cerca di una nuova vita James Averill e il cowboy pentito Nathan D. Champion.
Ciò detto, hai trovato I cancelli del cielo pesante. Bello ma pesante - come ogni classico che si rispetti. Visivamente spettacolare, impressionante, storicamente accurato, maestosamente geniale e rovinosamente anti-commerciale, I cancelli del cielo è il canto finale dei western, una storia di disillusione e dolore, la cui principale colpa è stata quella di sgretolare le fondamenta culturali del sogno americano mostrando che l'alba del moderno capitalismo è basata su soprusi inenarrabili.
In conclusione, I cancelli del cielo è il film maledetto per antonomasia: sforbiciato, disconosciuto, stroncato da chiunque, eccessivo in ogni suo aspetto. Ma invero è un film da vedere giusto una volta. Anche solo per rendersi conto che "non è brutto com'è stato dipinto quarant'anni fa".

giovedì 11 gennaio 2018

Ben Affleck

Sarà che Batman v Superman è diventato pian pianino il tuo cinecomic preferito, nonché uno dei film da te più amati in assoluto, sarà che Ben Affleck è il miglior Bruce Wayne + Batman dai tempi di... di sempre! e che la visione dei suoi film più recenti t'ha fatto dimenticare la sua pessima interpretazione in Paycheck accanto all'altra faccia-da-pesce-lesso-di-Hollywood che è Uma Thurman, t'è presa la scimmia di Affleck.
E lo stai grandemente rivalutando,
partendo dai vecchiotti Will hunting: Genio ribelle (dove invero recita una parte minore accanto al fratello Casey, Matt Damon e Robin Williams), passando per i blockbusteroni Armageddon e Pearl Harbor, fino alle più recenti pellicole.

Purtroppo Affleck è un attore piuttosto scostante; diverse volte è inciampato in produzioni o interpretazioni scadenti (Daredevil e il sopra citato Paycheck) che si sono rivelati flop ed hanno impantanato la sua carriera negli anni immediatamente seguenti in commediole sentimentali minori. La sua rinascita è iniziata con Hollywoodland, nel quale interpreta magistralmente l'attore George Reeves (che per primo diede volto a Superman in un serial TV in B/N negli Anni Cinquanta, e morto suicida), che gli fa vincere la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia - spazzando via l'etichetta di mascellone inespressivo che gli pesava addosso da troppo tempo. Il miracolo è poi proseguito coi suoi lavori da regista e sceneggiatore in Gone baby gone - una storia nerissima [un vero pugno allo stomaco] relativa ad abusi su minori, The town - ancora un crime movie, e il capolavoro Argo - ispirato alla vera "Operazione Argo" messa in piedi congiuntamente da States e Canada per salvare sei cittadini americani bloccati a Teheran dopo lo scoppio della Rivoluzione Islamica del '79. Ottimi anche (in veste di solo attore) Gone girl - nel quale interpreta un marito in crisi, State of play - accanto a Russell Crowe, The Accountant - dov'è un matematico geniale e un contabile formidabile, il thriller Runner, runner, e l'atipico To the wonder che ha spaccato la critica tra giudizi molto aspri ed elogi appassionati.
Nel mazzo ci sarà pure La legge della notte, suo nuovo ritorno a regia e sceneggiatura, ambientato durante il Proibizionismo, ma che purtroppo - nonostante l'elevata qualità e ricostruzione, s'è rivelato un floppone.

Te speri sempre di vederlo ancora nei panni del Batman: il buon Ben s'è ammazzato in palestra per metter su il fisico richiesto, ed è imbolsito, solitario e rabbioso al punto giusto. Peccato solo che la sua vita privata l'abbia fatto ricadere nella dipendenza dall'alcool, tantoché nei reshoot di Justice League (maledetto Joss Whedon!!!) era gonfio al punto da sembrare più il Pinguino che il Cavaliere Oscuro...

domenica 17 dicembre 2017

Guerre Stellari ep. VIII: Gli ultimi Jedi. Commento

Ecco, sei seduto davanti all'iMac e rimugini sul film demmerda che hai visto al cinema oggi pomeriggio (sì, nell'orario dei rEgazzini). 'ché due anni fa eri tornato bambino e pensavi che Guerre Stellari esistesse ancora, perché JJ Abrams aveva regalato ai fan un film epico e grandioso, pieno di strizzatine d'occhio sì, ma anche privo di puttanate come i midi-chlorian, i bimbiminkia, i combattimenti acrobatici con le spade laser, e gli "sgusci".
E invece questo Gli ultimi Jedi è proprio l'n-simo schiaffo ad una saga storica che ha fatto battere tanti cuori nel corso di oltre trent'anni. Sì, se me lo chiedi!, uno schiaffo quasi al livello della Trilogia Prequel. No, forse peggio.
Dalla sceneggiatura piena di forzature, semplificazioni e buchi, alle gag idiote e completamente fuori contesto, fino agli inutili animaletti pelosi e alle suore aliene, e alla storia che nulla ha di originale. Già, perché la storia non è semplicemente modellata su L'Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi come qualcuno, in un attacco di bontà, ha detto, ma è proprio una fiacca e lunghissima (nonché brutta) copia, punto-per-punto, dei vecchi film, battute comprese!
Una sola domanda. La più universale delle domande: "PERCHÉ?"


Perché dare il franchise in mano a quel nano ignorante di Rian Johnson. Ci cazzo è, e che ha girato prima de Gli ultimi Jedi? tre film (di cui uno a bassissimo budget), un corto e tre ep. di Breaking Bad... e basta!?
E tutte le domande rimaste in sospeso due anni fa?
- Chi è Snoke? Ma non doveva essere Darth Plagueis dell'Universo Espanso (in-canon in quanto citato ne La vendetta dei Sith), il Supremo Signore Oscuro dei Sith ossessionato dalla vita eterna, apparentemente invulnerabile e già maestro di Palpatine?
- Ma Luke Skywalker non doveva istruire Rey trasmettendo "ciò che imparato ha" da Yoda? Non doveva essere un Jedi Grigio [ossia uno Jedi borderline capace di utilizzare alcuni poteri del Lato Oscuro] che si trovava al Primo Tempio non per nascondersi ma per cercarvi le origini della Forza?
- Ma Rey non doveva essere figlia di Luke Skywalker o sorella di Kylo Ren, o comunque imparentata con qualche famiglia possente nella Forza, se non addirittura la reincarnazione di qualche vecchio Jedi? così magari t'avrebbero spiegato come cacchio fa a menare fendenti con la spada laser e a spostare massi senza il minimo addestramento?
- Ma chi catinazzo è la rattrappita Maz Kanata vista in Ep. VII? e come cacchio è entrata in possesso della spada laser degli Skywalker?
- E i Cavalieri di Ren che fine hanno fatto?

Ma soprattutto - e qui fa più male - il film prende quanto di buono c'era ne Il risveglio della Forza e lo manda in vacca. Prende la mitologia e gli eroi della Trilogia Classica, e li butta nel cesso dopo averli spernacchiati e presi a schiaffi.
Il grande Luke Skywalker, figlio di Anakin Skywalker [la Forza scorre potente negli Skywalker!], allievo di Obi-Wan Kenobi e Yoda. Leggendario nonché unico Cavaliere Jedi della galassia per parecchi anni che, dopo la Battaglia di Endor, la sconfitta dell'Imperatore Palpatine e la redenzione di suo padre Anakin/Darth Vader, ha combattuto per anni nella guerra contro l'Impero, distruggendo prima la più grande fabbrica d'armi della Galassia (Cymoon 1) e poi guidando personalmente le truppe della Nuova Repubblica nella Battaglia di Mindor; sconfiggendo per la seconda volta l'Imperatore Palpatine - nel frattempo rinato in un clone e resistendo alle seduzioni del Lato Oscuro; diventando - nonostante la sua paura di addestrare e qualche errore di percorso - un grande Maestro Jedi a capo di una nuova generazione di Cavalieri; aiutando la Nuova Repubblica a fronteggiare il Sole Nero (organizzazione criminale vasta ed influente), il primo ritorno dell'Impero nella persona del Grand'ammiraglio Thrawn detto l'Erede dell’Impero, il secondo con la crisi dell'Impero Rinato (movimento segreto composto da fanatici filo-imperiali e finanziato da ricchi sostenitori), e il terzo contro i Resti dell'Impero (ciò che era rimasto dell'Impero dopo il suo collasso, riunito dai vecchi nostalgici generali); fronteggiando il Signore della Guerra Tsavong Lah, la Crisi del Nido Oscuro all'interno del Nuovo Ordine Jedi, il risveglio del Sith Exar Kun e la Signora Oscura Lumyia; e sposando Mara Jade [ex-braccio sinistro dell'Imperatore Palpatine], con la quale ha generato la discendenza degli Skywalker [la Forza scorre potente negli Skywalker!]...
e ora ti viene detto che:
è un po' codardo, che non eccelle in nessuna delle arti Jedi e che, dopo il tentativo di addestrare una nuova generazione di Jedi - subito finito in rovina, si è rintanato, con la coda tra le gambe, in esilio su Ahch-To chiudendosi completamente alla Forza. E viene pure messo in difficoltà da due pischelli (Rey e Kilo Ren), morendo senza nemmeno diventare un martire...
E Leila?
La Principessa Leila Organa Solo? gemella di Luke Skywalker ma separata dal fratello sin dalla nascita e adottata e cresciuta su Alderaan dal senatore Principe Bail Organa? fiera e determinata fin da ragazza, cresciuta in mezzo ai politici - cosa che le garantì un seggio nel Senato Galattico, dove giocò un ruolo segreto per l'Alleanza Ribelle; venduta come schiava a Jabba lo Hutt che strozzò con le sue mani, col tempo assunse un ruolo predominante nella Nuova Repubblica col grado di Generale (firmando tregue e alleanze a destra e a manca), ed ha ricevuto un elementare addestramento da Jedi prima dal fratello Luke poi da Vima-Da-Boda. Sposatasi infine con Han Solo, ha dato alla luce tre figli, tutti possenti nella Forza: i gemelli Jacen - corrotto dal Lato Oscuro (il primo fallimento di Luke), e Jaina - Jedi del Nuovo Ordine, e il piccolo Anakin, che già in fasce infuse energia alla madre e allo zio, aiutandoli a sconfiggere per la seconda e definitiva volta l'Imperatore Palpatine...
e ora ti viene detto che:
è entrata in crisi col marito Han Solo sin da subito, non fa praticamente un cazzo - se non fare la kryptoniana (sopravvivendo e volando nello spazio siderale O_O), ed ha avuto un unico figlio, Ben detto Kylo Ren, ossessionato dall'ingombrante figura del nonno materno Anakin/Darth Vader, in realtà fermo al grado di padawan (e quindi nemmeno forte nell'uso della Forza né del Lato Oscuro). Come un semplice ragazzino con la maschera sia riuscito ad arrivare ai massimi livelli di potere che furono di Darth Tyranus e Darth Vader è un po' un mistero del Primo Ordine...
Insomma, la risposta alle domande e alle speculazioni di fan e nerd, e alla qualità che i personaggi storici avevano nell'Universo Espanso è stata:


MAVVAFFANCULO TOPOLINO!

Un film che non vedevi l'ora che finisse e che non rivedrai mai più. Un film che ti fa capire quanto si possa facilmente sfruttare un nome per fare dindini facili. Un film che dimostra come ai fan vada bene praticamente tutto, e come lo strapotere dell'asso-piglia-tutto Disney sia SOLO un male!

domenica 19 novembre 2017

Justice League. Commento

Dopo un tentativo finito a vuoto di andare al cinema giovedì alla prima reggina, ci sei andato ieri, sabato pomeriggio, tra decine di bimbiminchia urlanti accompagnati da padri o zii annoiati, e adolescenti che non stavano mai zitti!
Ebbene... come per Batman v Superman (ma anche Wonder Woman, e financo Blade Runner: 2049), ne hai lette di cotte e di crude prima di vedere coi tuoi quattrocchi e ragiunari ca' to testa: da chi ha detto che Justice League "è tagliato con l'accetta e rincollato con lo sputo", a chi lo reputa "il vero inizio del DC Cinematic Universe" sull'onda dello slogan "giustizia è fatta!"... insomma, dal tutto al contrario di tutto!
Ora, dopo esserti fatto un tuo giudizio, puoi dire di non essere d'accordo con nessuna delle due estreme opinioni. O piuttosto di essere d'accordo con entrambe!

Soprassedendo su chi dice che Justice League è un'imitazione degli Avengers, giusto perché - ringraziando Dio - non hai mai visto un film degli Avengers (c'hai una strana avversione verso i film Marvel!!!), e dopo aver precisato che quegli elementi che sembrano derivare dal "modello Marvel" (scene post-credits escluse), come ad es. le "scatole madri", sono comunque farina del sacco dei fumetti DC, in coscienza ti senti di dire:
- gli attori sono azzeccatissimi: Ben Affleck è il miglior Batman/Bruce Wayne mai visto (doppiato da Marco Balzarotti sarebbe il Batman definitivo!) per la fisicità, per le movenze, per tutto!; Gal Gadot idem, perfetta e convincente nel suo ruolo di amazzone figlia di Zeus; Ezra Miller va benissimo nel ruolo di un Flash impacciato e come "spalla comica" del gruppo, il che farà girare un po' le ballz ai fan del Flash cartaceo e... v. seguito; Jason Momoa - nonostante sembri un Khal Drogo subaqueo (ma lui quello è), resta comunque un Aquaman convincentissimo e tostissimo (sebbene tamarrissimo): un vero atto di giustizia nei confronti dell'Aquaman-pirla dei cartoni che cavalcava un ippocampo e parlava coi pesci; Cyborg (chiaramente introdotto come 6° componente a motivo della recente formazione della "Lega" post-New 52) non t'ha mai detto granché (né lo conosci granché - hai in mente solo il Cyborg dei Teen Titans Go! doppiato da Mino "Peter Griffin" Caprio, ahahahah), ma è ovviamente fondamentale per come la trama si sviluppa; mentre Henry Cavill, dopo i precedenti ne L'Uomo d'acciaio e BvS, rende ancora una volta un figlio di Krypton superlativo, specie nella stupenderrima scena d'azione dopo il suo risveglio;
- la trama scorre senza grossi intoppi, è raccontata benino, sebbene - imho - 20 o 30" in più avrebbero aiutato non poco la pellicola (a costo di appesantirla). Il minutaggio ridotto si sente infatti parecchio e molte parti, che avrebbero meritato più approfondimento, sono appena abbozzate. Sei comunque fiducioso che la Extended Ed. sarà un film migliore;
- bella l'idea d'integrare, accanto al main theme di Wonder Woman, anche i main theme di Danny Elfman (del Batman di Tim Burton) e di John Williams (del Superman di Richard Donner): le riduzioni cinematografiche dei supereroi DC hanno un'eredità musicale importante, e dunque era doveroso richiamarle, per citazionismo e continuità;
- v'è un'ottima coerenza narrativa generale: in BvS hai assistito al flashforward della visione del futuro di Bruce Wayne (stile Batman #666), alla capatina di Flash da Flashpoint, alla morte [e alla resurrezione] di Superman per mano di Doomsday, ai cameo dei vari supereroi poi introdotti appieno in Justice League - dove in più fa una comparsata la Lanterne Verde Yalan Gur, e dove, nella scena post-credit con Deathstroke (non Deadpool, neh!), si mimma ad una prossima formazione di una "Società Segreta dei Supercriminali"... insomma, ti pare che in casa DC Comics stiano facendo i compiti cercando di trasferire su celluloide tutta la vera essenza del DC Universe! e ciò, unito alle millemila citazioni sparse su set, cartelli pubblicitari, etcetera, ti fa graaaaande piacere;
- gli effetti speciali sono tuttosommato sufficienti: si va dal buono (in realtà per tutto il film) all'incredibile scena posticcia iniziale dove si vede chiaramente che a Cavill sono stati cancellati digitalmente barba e baffi, e alla scena aggiunta in Islanda girata però su green screen... sigh;
- non hai proprio digerito la virata comica: da Wonder Woman che fa le faccette (come a dire "c’ho a che fare con dei bambini"), al Flash logorroico che inciampa e un po' ipocondriaco. Certo, l'idea di ringiovanire Barry Allen e renderlo un po' macchietta (introdurre all'uopo Plastic Man, vera spalla comica della "Lega della Giustizia", era probabilmente chiedere troppo e magari i rEgazzini l'avrebbero scambiato per una scopiazzatura del Mr. Fantastic di marvelliana memoria), accanto alle battutine di spirito in bocca persino a Superman e al Bruce "musone" Wayne, hanno alleggerito l'atmosfera del film, che magari rischiava di essere dark come BvS (cosa che in realtà avresti preferito), ma non ti sono garbate. No, per gniente. Tuttavia non hai trovato queste scenette completamente out-of-character, come invece detto da molti: ricordati che i supereroi DC hanno attraversato un'epoca camp dove tutto era "spensierato, insensato e sciocco", stile commedia familiare; atmosfere in parte recuperate anche da recenti scrittori, come Grant Morrison. L'incoerenza semmai sta nell'essere passati dai toni molto seriosi de L'Uomo d'acciaio e BvS, ai toni più scazzati del presente Justice League... è come se avessero approfittato della resurrezione dell'Azzurrone per retconnare toni e target;
- il cattivone di turno, Steppenwolf, sebbene ben gestito, è lungi dall'essere quel villanzone che t'aspettavi e di cui "il film aveva bisogno": ne L'Uomo d'acciaio c'avevi questi scontri aerei immensi col Generale Zod, mentre in BvS Doomsday faceva il culo a Superman mandandolo all'altro mondo. Qua invece Steppenwolf, generale e zio di Darkseid, proveniente dal pianeta dei Nuovi Dei Apokolips, con forza, resistenza, velocità, agilità e riflessi paragonabili a quelle di Doomsday (quando non è arrabbiato, NdR), finisce con l'avere paura, mettendo a rischio appena appena un'area praticamente disabitata...
- è purtroppo lampante il cambio di regia: sebbene il regista accreditato resti il solo Zack Snyder, è notorio che Joss Whedon, indicato solo come sceneggiatore, abbia rigirato ex-novo parecchie scene (qualcuno parla del 33% del film, il che è evidente anche dal confronto coi trailer). Inoltre è lui che ha gestito la post-produzione. Sperare in una Director's Cut gestita in toto da Snyder è sognare troppo, nevvero? boh... la Richard Donner Cut di Superman II, rimontata con le scene originali e parzialmente epurata delle scene aggiunte da Richard Lester è arrivata... 26 anni dopo ma è arrivata! [per chi non lo sapesse, anche Superman II ha avuto una storia anacola a Justice League: Richard Donner venne licenziato a film finito e sostituito da Richard Lester, che rigirò circa il 25% delle scene].


'nzomma, un cinefumetto godibile ma non perfetto, almeno non secondo i tuoi gusti e parametri di giudizio (sei tra i pochi che hanno adorato Batman v Superman?). E che di sicuro, e purtroppamente, non sfonderà al botteghino.
Viene fuori che fare una cosa come quella che ha fatto la Marvel, il cd "Universo Cinematico", è meno facile di quello che sembra. Alla DC stanno sudando sette camicie e la Universal (con la sua squadra di mostri), ha mollato ancor prima di iniziare.

martedì 7 novembre 2017

Blade Runner 2049. Commento

E così, dopo IT, hai visto pure Blade Runner 2049, sequel del maestoso cult di Ridley Scott che ha praticamente inventato il cyberpunk (il film è dell'82 ed è antecedente di due anni di Neuromante di William Gibson, il romanzo-manifesto del cyberpunk).
Attesissimo da tanti [ma evidentemente non da tutti, visti i modesti incassi al botteghino] e affidato a quel pluripremiato di Denis Villeneuve di Arrival (che t'è piaciuto un sacchissimo!), s'è rivelato "un'ammirevole delusione".
La pellicola funziona, per carità, e le atmosfere e i colori, pur non ricordando del tutto il primo Blade Runner, si amalgamano a lui rendendo bene la stessa società futura e grigia che vuole rappresentare.
Ma il film è troppo contorto (e lungo), inutile, e si allontana parecchio sia dalla poetica di Arrival che dallo spirito del Blade Runner di Scott (che, a fronte di una trama linearissima, era molto basato sul complesso traslato esteriore dei sentimenti), con uno spreco enorme del melanconico Rick Deckard di Harrison Ford a cui fa da contraltare un Ryan Gosling - attore che non t'è mai piaciuto - che mette in scena un "cacciatore" dalle poche parole, freddo e monoespressivo.


Ammettilo: è davvero difficile confrontarsi con una pietra miliare degli Anni Ottanta. A 2049 spettava il destino di tutti i sequel, destino al quale non è riuscito a sottrarsi. Villeneuve ha fatto un film bellissimo, che espande l'universo immaginato da Ridley Scott (e Philip K. Dick), ma inutilerrimo. Uno di quei film che devi vedere anche se non vuoi. Ma che poi probabilmente non rivedrai più - a contrario dell'originale che non stanca mai [nonostante tutte le sue "cut"]...