domenica 16 dicembre 2018

Il calendario dell'avvento weird

Ispirato dalla tua mogliera - che da anni porta avanti l'idea/ossessione del "Calendario dell'avvento" (quella cosa lì appesa, piena di scansìe, mostranti in bella vista i giorni rimanenti fino alla vigilia di Natale, che nascondono un dolcetto, una preghierina o una candela profumata) - hai anche tu deciso di fare il tuo, forte della circostanza di avere numerose antologie ancora non lette.

Il "calendario weird", che per ogni giorno da qui al 25 dicembre, nasconde un racconto da leggere. Di Carl Jacobi, E.T.A. Hoffmann, Manly Wade Wellman, Edward Lucas White, Thomas Ligotti... and so on!
L'occasione alla quale non avevi mai pensato, devi ammettere, che ti sta permettendo di dare "na botta" ad autori che giacevano lì in attesa di un po' di tempo libero da dedicargli.

mercoledì 10 ottobre 2018

Qualche goccia del tuo sangue. Commento

Ierisera hai terminato la lettura della novellette Qualche goccia del tuo sangue di Theodore Sturgeon, romanzo sfacciatamente spacciato come horror da Mondadori ma che - invero - di orrorifico non c'ha neanche mezza riga. Più che altro inquietante, come i migliori romanzi di Sturgeon (Cristalli sognanti e Nascita del Superuomo)... 'ché Sturgeon ha sempre avuto predilezione per i protagonisti problematici, schivi, "tardi", diffidenti e ingenui.
Sturgeon è geniale per le sue idee, la profondità del suo pensiero e la vastità di chiavi di lettura alla base dei suoi libri. Qualche goccia del tuo sangue è un libro ottimamente scritto e ben strutturato: la sua forma epistolare - che racconta un caso di psichiatria militare - crea una struttura a scatole cinesi che racconta tutta la storia di Smith (scritta di suo pugno) sin dal princìpio, ma non in maniera palese. Ogni passaggio, difatti, vuole un'analisi, una chiave di lettura. E solo alla fine la verità viene decifrata, analizzata, studiata e interpretata.
È un gioco letterario, una vera e propria sfida morale.
Bela/George Smith è un poveraccio che, dopo aver aggredito un maggiore, si ritrova confinato in un manicomio senza una ragione apparente. Il mistero risale ad un'antica passione, ad una crudele love story e a quello che avvenne un giorno, fra le montagne. Una cosa è certa: quel ragazzo un po' troppo ingenuo e provinciale non è affatto ciò che sembra...
Qualche goccia del tuo sangue - titolo che chiaramente spoilera la suddetta "ragione" - non è fantascienza né contiene alcun elemento fantastico. Ma Sturgeon, anche quando spazia oltre la fantascienza, lo fa con una maestria assolutamente fuori dal comune.
Un piccolo gioiello da leggere e custodire.

giovedì 31 maggio 2018

Justice League: altri tre film macellati da produttori e critica e poi rivalutati alla grandissima

Sulla tua speranza che un bel dì esca la Director's (Snyder) Cut di Justice League,
APERTA PARENTESI
che al cinema noi irriducibili fan abbiamo visto la Josstice League e non il seguito del superrimo Batman v Superman,
che per anni la Warner ha pubblicizzato un film con (4) trailer contenenti materiale tratto dal girato di Snyder poi neanche apparso di sgriscio in sala, pellicola risultato di due registi con visione e stile praticamente agli antipodi,
che la theatricul cut ha dunque profondamente disatteso le speranze dei fan con un film mediocre, pieno di evidenti reshoot, buchi narrativi, assenza di storyline secondarie, etcetera etcetera, in quello che piuttosto doveva essere il top del DC Cinematic Universe,
CHIUSA PARENTESI
ragionavi ieri con la tua mogliera [che ancora non hai ben capito se ti ascolasse o facesse come Homer Simpson...]

degli altri tre grandi casi cinematografici usciti macellati nelle sale e poi rivalutati a distanza di tempo.
E cioé a dire:
I cancelli del cielo (1980), C'era una volta in America (1984) e Superman II (1980).
De I cancelli del cielo hai già parlato qui. Ti limiti a ricordare che doveva essere il capolavoro di Michael Cimino e invece ne ha distrutto la carriera, Hollywood e la United Artists (che finì in bancarotta). I cancelli del cielo costò la bella cifra di 44 milioni di dollari, ma al box office ne incasso appena 3 milioni. Un flop colossale, 'nzomma. D'altronde, la rough cut di Cimino durava 5h mentre la theatricul cut arrivava appena 149 min. Ciò che venne rilasciato nei cinema era dunque meno della metà del girato... Col tempo, grazie agli appassionati e al successo di cassetta, la percezione del film è cambiata al punto che oggi la pellicola è considerata tra i dieci capolavori del genere western, tant'è che ne 2012 - in occasione del Festival del Cinema di Venezia - Cimino ha potuto rilasciare la director's cut di 216 min. mentre dopo qualche anno è uscita l'estesa di 219 min. Pare anche che una v. da 325 min. sia stata trasmessa e poi frettolosamente ritirata dalla programmazione televisiva...
Una storia analoga l'ebbe C'era una volta in America, il capolavoro di Sergio Leone. Costato 30 milioni di dollari, fu un notevole insuccesso di pubblico incassandone poco più di 5 milioni. La theatricul cut - anche stavolta tagliata con l'accetta e incollata con lo sputo - contava 135 min. e un montaggio cronologico... a fronte di una workprint di quasi 6h che aveva come base i flashback (e dunque una narrativa non lineare)! anche stavolta, grazie all'immancabile al passaparola, qualche anno dopo Leone ha rilasciato la director's cut di 229 min. alla quale seguì, nel 2012 una v. restaurata ed estesa di 251 min.
E arrivi dunque a Superman II. Un film che ha mooooolto in comune con Justice League. Entrambi cinefumetti supereroistici. Entrambi iniziati da un regista e conclusi da un altro. Entrambi i filmaker originali - reduci da una precedente pellicola - estromessi nel sequel per "divergenze" creative con gli studios e sostituiti per dare alla pellicola un tono più leggero. Entrambi film di casa Warner... Superman II è il seguito del Superman di Richard Donner. Donner aveva un'idea, una visione, un'unica storia che prevedeva due pellicole da girare senza soluzione di continuità. Dopo l'ottimo riscontro di Superman, Donner aveva quasi ultimato il seguito (si parla di almeno il 75% delle riprese) quando venne licenziato. Al suo posto fu chiamato Richard Lester, che per essere accreditato come unico cineasta dovette rifare più di metà film - cosa che comportò drastici cambi di toni e trama. Superman II (la cui theatricul cut durava 127 min.) ottenne invero un ottimo riscontro di pubblico e di critica, ma il tono da commedia (confermato in Superman III tutto di Lester) è stato sempre criticato. Di fatto, nel corso degli anni, i fan hanno sempre rimpianto Donner, mettendo in moto un tam-tam mediatico atto a persuadere la Warner Bros. a permettere al regista originale di rilasciare la sua versione del film... campagne che culminarono nel 2004 con una fan-edit conosciuta come Superman II: Restored International Cut che attingeva dalle scene estese mostrate in varie trasmissioni televisive nel corso degli anni. Ciò finché - dopo la bellezza di 26 anni! - Donner è stato autorizzato a rilasciare la sua director's cut. La director's cut dura "appena" 116 min. ma è di fatto un secondo cap. alternativo: Donner ha ripristinato il suo girato originale, in alcuni casi avvalendosi di ciak non definitivi, rimontando il film al meglio delle sue possibilità. Dal momento però che Donner all'epoca non aveva mai completato il film, dovette giocoforza riciclare del girato di Lester per fornire ai fan una storia completa. Evidentemente alla Warner - dopo aver droppato Donner - avevano fatto mea culpa.
La storia si sta ripetendo?

venerdì 6 aprile 2018

I cancelli del cielo. Commento

E così ierisera hai visto il tanto discusso I cancelli del cielo di Michael Cimino. Il suo film capolavoro BARRA maledetto. Un film che da solo ha distrutto la Nuova Hollywood (quella in cui i registi avevano piena libertà creativa), la carriera di Cimino (fino a quel momento promettente e visionario regista, autore appena due anni prima del pluripremiato Il cacciatore con Robert De Niro), mandò in bancarotta l'allora major United Artists (che in realtà non navigava già in ottime acque e venne acquisita dalla grrrrr Metro-Goldwyn-Mayer, che di fatto ne chiuse gli studios), e bloccò per parecchi anni la produzione di nuovi western.
Il colpo per Hollywood fu tale che da allora, per Legge, i registi furono privati della libertà creativa fino ad allora concessa, ai produttori venne riconosciuto il diritto di imporre la propria volontà in merito a taglio, censura, minutaggio e toni dei film, residuando ai cineasti il solo diritto alla Director's cut - comunque successiva all'uscita in sala e perlopiù riservata al mercato dell'home-video.
Scritto e diretto da Cimino, I cancelli del cielo è un western epico che racconta di una disputa tra i proprietari terrieri e gli immigrati europei nel Wyoming nel 1890. Durante la produzione - a causa dell'ambiziosa visione di Cimino - il budget lievitò di sei volte, arrivando a 44 milioni di dollari (parecchi per l'epoca), ma in sala, nel novembre 1980, ne incasso appena 3 milioni. A causa di un pessimo taglio - il rough cut durava oltre 5h ma la theatricul cut arrivava appena 149 min. (2h e mezza) - la pellicola venne stroncata anche dalla critica, che lo definì "un inqualificabile disastro" e che già aveva fatto cattiva pubblicità al film ancora prima che uscisse marciando sullo stile registico prepotente di Cimino: quel megalomane lunatico pare avesse soggiogato tecnici e attori al limite dello schiavismo, faceva fino a SESSANTA ciak per ogni scena, con un numero di comparse semplicemente folle e crudeltà verso i cavalli. Addirittura Cimino ricevette il Razzie award come peggior regista del 1980.

Ma come spesso accade, il tempo, le repliche televisive, i passaparola degli appassionati e il conseguente successo di cassetta, hanno cambiato la percezione del film, salvandolo da un ingiusto oblio. Oggi I cancelli del cielo è considerato tra i dieci capolavori del genere western, un classico intramontabile, "una delle più grandi ingiustizie della storia del cinema", un "perdente di lusso". Perché I cancelli del cielo è un film che, nelle intenzioni di Cimino, doveva contenere semplicemente tutto. Il cielo e il deserto, la memoria e l'oblio, la frontiera e la civilizzazione, la rivoluzione e la restaurazione, Harvard e il west, il capitalista e l'immigrato, il ballo e la guerra, la violenza e l'amore, la lealtà e l'infamia, Via col vento e I sette Samurai, la recitazione regale e la rudezza recitativa, la fotografia-dipinto e la magniloquenza e il dettaglio dei set artigianali...


La Director's cut, in inglese con sottotitoli, restaurata e presentata al Festival del cinema di Venezia del 2012 - dov'è stata accolta tra mille plausi, ha una durata di 216 min. Invero, il rinato interesse attorno al film, ha portato alla realizzazione di altri tagli, più o meno ufficiosi, tra i quali addirittura una sorta di estesa di 219 min. restaurata e messa in circolo a cura di un archivista della MGM, che pare contenga altresì cambiamenti significativi nel montaggio. Effettivamente pare che anche la v. da 325 min. sia stata trasmessa e poi frettolosamente sparita dalla programmazione televisiva.
Mentre un'associazione di allevatori ingaggia un esercito privato per scacciare, di fatto massacrandoli, gli immigrati europei visti come ostacolo al passaggio del bestiame, si consuma l'amore per Ella, splendida tenutaria di un bordello, da parte di due uomini attivi sui fronti opposti, il maresciallo in cerca di una nuova vita James Averill e il cowboy pentito Nathan D. Champion.
Ciò detto, hai trovato I cancelli del cielo pesante. Bello ma pesante - come ogni classico che si rispetti. Visivamente spettacolare, impressionante, storicamente accurato, maestosamente geniale e rovinosamente anti-commerciale, I cancelli del cielo è il canto finale dei western, una storia di disillusione e dolore, la cui principale colpa è stata quella di sgretolare le fondamenta culturali del sogno americano mostrando che l'alba del moderno capitalismo è basata su soprusi inenarrabili.
In conclusione, I cancelli del cielo è il film maledetto per antonomasia: sforbiciato, disconosciuto, stroncato da chiunque, eccessivo in ogni suo aspetto. Ma invero è un film da vedere giusto una volta. Anche solo per rendersi conto che "non è brutto com'è stato dipinto quarant'anni fa".

giovedì 11 gennaio 2018

Ben Affleck

Sarà che Batman v Superman è diventato pian pianino il tuo cinecomic preferito, nonché uno dei film da te più amati in assoluto, sarà che Ben Affleck è il miglior Bruce Wayne + Batman dai tempi di... di sempre! e che la visione dei suoi film più recenti t'ha fatto dimenticare la sua pessima interpretazione in Paycheck accanto all'altra faccia-da-pesce-lesso-di-Hollywood che è Uma Thurman, t'è presa la scimmia di Affleck.
E lo stai grandemente rivalutando,
partendo dai vecchiotti Will hunting: Genio ribelle (dove invero recita una parte minore accanto al fratello Casey, Matt Damon e Robin Williams), passando per i blockbusteroni Armageddon e Pearl Harbor, fino alle più recenti pellicole.

Purtroppo Affleck è un attore piuttosto scostante; diverse volte è inciampato in produzioni o interpretazioni scadenti (Daredevil e il sopra citato Paycheck) che si sono rivelati flop ed hanno impantanato la sua carriera negli anni immediatamente seguenti in commediole sentimentali minori. La sua rinascita è iniziata con Hollywoodland, nel quale interpreta magistralmente l'attore George Reeves (che per primo diede volto a Superman in un serial TV in B/N negli Anni Cinquanta, e morto suicida), che gli fa vincere la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia - spazzando via l'etichetta di mascellone inespressivo che gli pesava addosso da troppo tempo. Il miracolo è poi proseguito coi suoi lavori da regista e sceneggiatore in Gone baby gone - una storia nerissima [un vero pugno allo stomaco] relativa ad abusi su minori, The town - ancora un crime movie, e il capolavoro Argo - ispirato alla vera "Operazione Argo" messa in piedi congiuntamente da States e Canada per salvare sei cittadini americani bloccati a Teheran dopo lo scoppio della Rivoluzione Islamica del '79. Ottimi anche (in veste di solo attore) Gone girl - nel quale interpreta un marito in crisi, State of play - accanto a Russell Crowe, The Accountant - dov'è un matematico geniale e un contabile formidabile, il thriller Runner, runner, e l'atipico To the wonder che ha spaccato la critica tra giudizi molto aspri ed elogi appassionati.
Nel mazzo ci sarà pure La legge della notte, suo nuovo ritorno a regia e sceneggiatura, ambientato durante il Proibizionismo, ma che purtroppo - nonostante l'elevata qualità e ricostruzione, s'è rivelato un floppone.

Te speri sempre di vederlo ancora nei panni del Batman: il buon Ben s'è ammazzato in palestra per metter su il fisico richiesto, ed è imbolsito, solitario e rabbioso al punto giusto. Peccato solo che la sua vita privata l'abbia fatto ricadere nella dipendenza dall'alcool, tantoché nei reshoot di Justice League (maledetto Joss Whedon!!!) era gonfio al punto da sembrare più il Pinguino che il Cavaliere Oscuro...