Ierisera hai visto Furia cieca. E non riesci ancora a capire come un Rutger Hauer sopra le righe come quello sia finito a fare film a basso budget!
Bastardiiiii!!!
letto, visto, giocato, ascoltato, pensato, vissuto, assaggiato, acquistato...
diario semiserio aperiodico di un nerd dilettante e di libero pensiero
seguito da
annotazioni, pensieri, parole, opere e... omissioni
Visualizzazione post con etichetta boh. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta boh. Mostra tutti i post
sabato 5 luglio 2014
martedì 5 novembre 2013
Ricorda sempre il 5 novembre
In extremis.
Non ce la fai a vedere il film come da annuale tradizione, ma almeno questo dovevi postarlo!
Non ce la fai a vedere il film come da annuale tradizione, ma almeno questo dovevi postarlo!
"Ricorda per sempre il 5 novembre,
il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento.
Non vedo perché di questo complotto,
nel tempo il ricordo andrebbe interrotto..."
martedì 3 settembre 2013
Continua la guerra dei megapixel
C'è che quando eri in quel di Ragusa i turisti facevano foto con gli smartphone, o peggio ancora, con i tablet.
Eppoi c'era il nocciolo duro dei fanatici della qualità, che usavano rigorosamente reflex digitali; come gli onnipresenti cinesi, che ti fotografavano pure il Banco di Sicilia. Perché: o è per loro una significativa attrazione turistica, visto che è uno dei vecchi "Istituti di emissione" sopravvissuti al terzo millennio, o se lo vogliono proprio comprare! Il problema è che la mania di avere tutto in tasca (musica, video, eBook, social network, messaggistica, internetto, documenti vari, videogiuochi e telefunken... messo alla fine non a caso, ma giusto perché è proprio l'ultima cosa che oggi si fa col telefono) ha praticamente ammazzato, oltreché la qualità e la capacità di fare le cose al meglio, quella interessante fascia di fotocamere compatte, specie dopo che le difficoltà di Kodak hanno spinto l'azienda statunitense leader dell'immagine (e produttrice di compatte di ottimo livello come la tua!) ad abbandonare il mercato fotografico.
Il problema degli "smartfonzie", o peggio, della gente che si ostina ad usarle come macchine fotografiche, è che costoro seguono il mito dei megapixel, un mito che ti ricorda tanto la vecchia corsa ai mHz dei proci durante gli anni Ottanta e Novanta.
È ovviamente necessario avere un parametro numerico per misurare la potenza di un dispositivo, ma per la buona qualità finale delle foto sono importanti tanti altri fattori. Dici innanzitutto che l'aumento del numero dei fotodiodi su un sensore porta certamente ad un aumento della nitidezza e della pulizia dell'immagine. Ma hai da dire anche che la fotografia è innanzitutto ottica; dunque, prima di ogni cosa, è essenziale la presenza di uno buon zoom ottico (cosa che manca sui terminali tuttofare). Eppoi la capacità delle lenti di "focheggiare", ovvero di essere in grado di variare la propria distanza reciproca. L'autofocus è ormai molto efficiente, ma si sa che è col fuoco manuale e con la possibilità di controllare personalmente i singoli parametri - sempre che li si sappiano usare! - che si ottengono i risultati migliori. E le macchinette compatte erano un compromesso qualitativo ottimale tra prezzo e qualità.
La morale, cari bambini, è che gli smartphone garantiscono la possibilità di avere foto di buona qualità da condividere immediatamente sui social network, ma essi non riusciranno mai a garantire la stessa qualità e gli effetti di una fotocamera dedicata.
Eppoi c'era il nocciolo duro dei fanatici della qualità, che usavano rigorosamente reflex digitali; come gli onnipresenti cinesi, che ti fotografavano pure il Banco di Sicilia. Perché: o è per loro una significativa attrazione turistica, visto che è uno dei vecchi "Istituti di emissione" sopravvissuti al terzo millennio, o se lo vogliono proprio comprare! Il problema è che la mania di avere tutto in tasca (musica, video, eBook, social network, messaggistica, internetto, documenti vari, videogiuochi e telefunken... messo alla fine non a caso, ma giusto perché è proprio l'ultima cosa che oggi si fa col telefono) ha praticamente ammazzato, oltreché la qualità e la capacità di fare le cose al meglio, quella interessante fascia di fotocamere compatte, specie dopo che le difficoltà di Kodak hanno spinto l'azienda statunitense leader dell'immagine (e produttrice di compatte di ottimo livello come la tua!) ad abbandonare il mercato fotografico.
Il problema degli "smartfonzie", o peggio, della gente che si ostina ad usarle come macchine fotografiche, è che costoro seguono il mito dei megapixel, un mito che ti ricorda tanto la vecchia corsa ai mHz dei proci durante gli anni Ottanta e Novanta.
È ovviamente necessario avere un parametro numerico per misurare la potenza di un dispositivo, ma per la buona qualità finale delle foto sono importanti tanti altri fattori. Dici innanzitutto che l'aumento del numero dei fotodiodi su un sensore porta certamente ad un aumento della nitidezza e della pulizia dell'immagine. Ma hai da dire anche che la fotografia è innanzitutto ottica; dunque, prima di ogni cosa, è essenziale la presenza di uno buon zoom ottico (cosa che manca sui terminali tuttofare). Eppoi la capacità delle lenti di "focheggiare", ovvero di essere in grado di variare la propria distanza reciproca. L'autofocus è ormai molto efficiente, ma si sa che è col fuoco manuale e con la possibilità di controllare personalmente i singoli parametri - sempre che li si sappiano usare! - che si ottengono i risultati migliori. E le macchinette compatte erano un compromesso qualitativo ottimale tra prezzo e qualità.
La morale, cari bambini, è che gli smartphone garantiscono la possibilità di avere foto di buona qualità da condividere immediatamente sui social network, ma essi non riusciranno mai a garantire la stessa qualità e gli effetti di una fotocamera dedicata.
giovedì 13 giugno 2013
La dura vita di un lettore
Credi che tutti siano lettori. Della Bibbia, dei classici, della Rowling o della Meyer, di fantascienza-fantasy-gialli-noir-ecc..., delle riviste, dei quotidiani, del televideo, delle etichette, dei campanelli e dei citofoni...
Tu sei un lettore.
Per anni sei stato principalmente un lettore di narrativa-di-genere, quando scansavi il più possibile i fumetti perché "troppo narrativa popolare", e ci dicevi a tuo cugino: "Batman? non mi piace perché vola!" Ma i tempi cambiano, sicché all'alba dei tuoi trent'anni, quando hai completato la tua notevole collezione di narrativa fantastica, e ti sei chiesto: "E ora cazzo compri?", hai (ri)scoperto i fumetti.
Precisi che
Tu sei un lettore.
Per anni sei stato principalmente un lettore di narrativa-di-genere, quando scansavi il più possibile i fumetti perché "troppo narrativa popolare", e ci dicevi a tuo cugino: "Batman? non mi piace perché vola!" Ma i tempi cambiano, sicché all'alba dei tuoi trent'anni, quando hai completato la tua notevole collezione di narrativa fantastica, e ti sei chiesto: "E ora cazzo compri?", hai (ri)scoperto i fumetti.
Precisi che
"diventare un lettore assiduo e/o un collezionista è subordinato alla disponibilità economica di ciasuno. In particolare dei fumetti, perché, mentre di libri non è che ne esce uno al giorno, il fumetto - che ti prende sempre più la mano con i suoi universi narrativi sempre più vasti - è una passione fortemente dispendiosa. Gli editori, inoltre, si sono col tempo adeguati all'aumento costante dei prezzi. Se alla vigilia dell'introduzione della moneta unica (il maledetto Euro) un tankōbon manga o uno "spillato" Marvel o DC costavano Lit. 3.500, oggi non costano meno di € 3,50. Maggiorazioni che non hanno risparmiato neanche Topolino e Dylan Dog. Un numero di Topolino oggi costa € 2,20 euro, contro le Lit. 2.500 di metà Anni Novanta. Discorso simile per gli albi Bonelli. Sicché anche i collezionisti più incalliti oggi si trovano in difficoltà".Ora, tu sai che ci sono 4 grandi fasce di lettori di fumetti:
- fascia 6/10 anni: leggi Topolino, sei felice così e pensi che nessuno possa farti del male;
- fascia 11/13 anni: scopri i maledetti manga, diventi nippomane e sbavi sulle eroine mezze svestite dagli occhi a mandorla;
- fascia 14/25 anni: ti ossessionano i comics americani e ti chiedi chi sia più forte tra Batman e l'Uomo Ragno (non c'è partita comunque!);
- fascia dai 30 anni in su: decidi di darti un tono e leggere solo "fumetti d'autore": ti butti su bonellidi, Diabolik e Vertigo!
martedì 5 marzo 2013
Si... può... fare!
Stamattina hai sentito su Radio Deejay una notizia alquanto curiosa. Arrivato in ufficio, giusto perché devi metterti subito a lavurare, hai voluto verificare la veridicità della suddetta. E, scopri che ti scopri,
a Bradford, nell'Inghilterra settentrionale, nei giorni scorsi, un uomo travestito da Batman si è presentato nel locale commissariato di polizia alle prime ore del mattino (tipo l'01.30). Sebbene non prestante come il Batman dei fumetti, dato che sfoggiava una pancetta ragguardevole (e forsanche il fiatone à la Giorgione), e con un costume un po' vintage, il supereroe ha consegnato alle autorità un malvivente, che è stato poi accusato di ricettazione e frode, per poi scomparire nella notte.Orsù, anche tu hai sempre desiderato travestirti da Cavaliero Mascarato e, approfittando dell'anonimato, darle di santa ragione ai delinquenti sulle note di "Faccetta nera"!
Pare comunque che il 39enne Batman britannico abbia già rivelato la sua identità... e d'altronde, avendo acquistato il costume in un negozio di maschere (il Joke Shop...) con la carta di credito, è presumibile che la segretezza sarebbe rimasta tale ancora per poco.
giovedì 28 febbraio 2013
Niente scarpe rosse né mantellina, ecco il frugale Papa emerito
Joseph Ratzinger ha deciso: continuerà a chiamarsi "Sua Santità Benedetto XVI, Papa emerito" anche in quel di Castel Gandolfo, e porterà l'abito bianco, ma senza mantellina, e passerà a delle più semplici calzature marroni.
Orsù, ti sei sempre chiesto perché Benedetto decimosesto indossasse quelle strane scarpette rosse à la Dorothy Gale.
E chissà, magari proprio stasera, dopo l'ultimo addio...
Orsù, ti sei sempre chiesto perché Benedetto decimosesto indossasse quelle strane scarpette rosse à la Dorothy Gale.
Perché quel colore simboleggia la gloria del martirio di Cristo ed evoca il rosso del sangue, come i paramenti sacri che si usano nelle celebrazioni eucaristiche delle solennità e delle feste in memoria dei santi martiri?
O perché le scarpette di Prada, battute tre volte all'altezza dei tacchi, permettono a Ratzinger Z di tornare nel Kansas quando più lo desidera?
E chissà, magari proprio stasera, dopo l'ultimo addio...
Iscriviti a:
Post (Atom)




